Ogni cosa della vita, ogni aspetto della vita, la prendiamo in un certo modo e, poi, continuiamo a prenderla nello stesso modo per sempre.
è un modo di prendere le cose, è un modo di vedere le cose, è un modo di fare che acquisiamo e poi portiamo avanti per una strana coerenza con il modo stesso di fare, non con noi, assolutamente fuori da ogni logica, ma solo per mantenere una strana coerenza con quell'idea iniziale su quell'argomento, con quel modo particolare di vedere quella cosa che abbiamo avuto inizialmente.
Se per qualche motivo prendiamo per antipatica una persona sconosciuta, da quel momento in poi la vedremo sempre come antipatica... può essere la persona più affabile dell'universo, ma noi la vedremo sempre come antipatica fino a quando succede qualcosa di troppo grosso che rompe quell'incantesimo.
E' una specie di auto-incantesimo che ci facciamo da soli con una nostra convinzione iniziale.
Se vibriamo sulle frequenze della tristezza, indipendentemente dal mondo che ci circonda, avremo sempre la tendenza a continuare a vibrare in qualche modo alla frequenza della tristezza.
E' solo un modo di prendere la vita, non è la realtà, è solo un modo stranamente coerente a se stesso e, solo a se stesso, di prendere la vita.
Dobbiamo comprendere semplicemente che è solo un modo di fare, non è uno stato dell'essere legato ad una cosa reale, è solo una stupida coerenza con un nostro pensiero iniziale.
è come dire che la mente è qualcosa che viaggia sui binari, c'è un binario che va a sud e un'altro che va a nord... se ti metti sul binario che va a sud, non serviranno a nulla tutti gli scambi di binari che troverai sulle tue rotaie per poter tornare a nord, continuerai ad andare a sud... ma la mente è molto di più, la mente, nel momento in cui diventiamo consapevoli di questo "semplice fatto" può letteralmente saltare i binari ed invertire la rotta.
la mente può farlo tranquillamente, solo che non lo sa... e per questo continua a stare sintonizzata sulla tristezza.
non è difficile sintonizzarsi sulla gioia, basta andare in un posto dove c'è gioia e vedere, semplicemente vedere la gioia che c'è lì, osservare senza giudicare, senza modificare nulla, senza pensare. Osservare e basta.
Andate in un asilo, dove troverete i migliori maestri di vita che il mondo ci mette a disposizione e osservate semplicemente la Gioia dei bambini, vi dico letteralmente di osservare e basta, è inevitabile che vi creerà gioia nel cuore, da li in poi si tratterà solo di rendersi conto che l'inversione di marcia è possibile, solo rendersi conto che si può fare e da li in poi, dopo che te ne sei reso conto, cominciare a guardarti intorno nella vita e vedere cosa c'è di bello intorno a te.
Rodolfo si chiede... quanto è crudele la vita perchè, si deve soffrire per migliorare...
ma provate a chiedere ad un atleta di palestra cosa ne pensa se gli riduci i pesi da sollevare!
è solo una questione di punti di vista, di modo di vedere, di convinzione che abbiamo nei confronti delle cose della vita,
in palestra ho imparato che per far crescere i muscoli bisogna distruggerli, bisogna spezzare le fibre che, ricrescendo, ricostruendosi, diventeranno sempre più grosse e più forti... se li vediamo in questo modo, se li vediamo con lo spirito di chi vuole andare oltre e migliorarsi continuamente, non li chiameremo più ostacoli...
tuttavia c'è un modo per evitare di trovare ostacoli davanti a se...
interrogare la propria anima e chiedere a lei cosa dobbiamo fare, se, come dice Zeland si raggiunge l'unità tra anima e ragione, e se si da retta solo all'anima nelle scelte della vita, mettendo a tacere l'ego, sulla nostra strada non ci saranno più ostacoli.
a dirla tutta è falso anche questo, ma... torniamo al discorso iniziale...
se avrai interrogato la tua anima e l'avrai ascoltata per bene e... avrai fatto ciò che lei ti chiede... sulla strada dove lei ti ha portato, tutto ciò che troverai farà semplicemente parte del percorso, sarà un attrezzo per allenarti, sarà una salita speciale per un ciclista professionista, sarà una pozzanghera per quel fuoristradista che deve superare la prova speciale, la parte che di solito è la più divertente del percorso fuoristradistico... se fai quello che ti chiede la tua anima, quella parte difficile, non la vedrai come un ostacolo.
mi viene in mente un aneddoto di un amico...
(((domenica mattina ore 4, tornando a casa da una serata in discoteca, vede la saracinesca dell'officina di un suo amico meccanico di motociclette che è semi-aperta, bussa ed entra, e trova l'amico meccanico che ripara una moto... si mettono a chiacchierare ed arrivano le 5, esce spontanea la battuta...
ma tu hai passato il sabato sera e la domenica mattina alle 5 stai ancora sulla moto da riparare... ma ti rendi conto che sei schiavo del tuo lavoro?
e il meccanico... mentre mette in moto la motocicletta appena finita di riparare dice...
Vincè, io non ho mai lavorato un solo giorno nella mia vita... questo per me non è un lavoro, e le moto difficili, sono le più interessanti.)))
si torna sempre li, tutto dipende da come percepisci il mondo davanti a te... e questo dipende da quanta unità c'è tra la tua anima e la tua ragione sul motivo che ti spinge a stare e restare su quel particolare percorso di vita che stai facendo.
se trovi troppi ostacoli nella tua vita... molto probabilmente stai vivendo la vita che vuole il tuo ego o la tua paura... o la tua mente... ma non la vita che vuoi tu, non la vita che vuole la tua anima.
(Giuseppe L)