Uomo - Ma perché le cose non vanno mai come penso ?
Dio - Perché continui a cambiare idea. Ricorda: l’esistenza è un continuo processo di creazione. Crei la tua realtà minuto per minuto. La decisione che prendi oggi spesso non è quella che prenderai domani. Ma ecco un segreto di tutti i Maestri: continua a scegliere sempre la stessa cosa.
U - Sempre ? Una volta non è abbastanza ?
D - Sempre, finché non si manifesta nella tua realtà. Per alcune persone possono volerci anni, per altre, settimane. Per coloro che sono vicini a diventare Maestri, bastano giorni, ore o minuti. Per i Maestri, la creazione è istantanea. Quando vedrai diminuire la distanza tra Volere e Sperimentare, saprai di essere sulla buona strada.
U - Hai detto: “La decisione che prendi oggi spesso non è quella che prenderai domani”. E allora ? Stai dicendo che non dovremmo mai cambiare idea ?
D - Cambiate idea ogni volta che volete. Ma ricordate che ogni cambiamento di idea produce un cambiamento di direzione nell'intero Universo. Quando scegliete qualcosa, mettete in moto forze al di là della vostra comprensione che fanno parte della straordinaria rete di energie
interattive che voi chiamate “vita” e che sono, in essenza, Me.
U - Quindi, ogni volta che cambio parere Ti complico le cose ?
D - Nulla è difficile per Me. Ma puoi rendere le situazioni molto difficili per te stesso. Perciò prendi una decisione su ogni cosa e non deviare dal tuo proposito finché non l’hai manifestato nella tua realtà. Rimani concentrato. Se scegli qualcosa, sceglila con tutta la tua forza, con tutto il cuore.
Non essere debole. Va’ avanti! Muoviti verso di lei. Sii deciso.
U - In altre parole, non devo accettare un “no” come risposta.
D - Esatto.
U - E se un “no” fosse la risposta giusta ? Forse ciò che vogliamo non è per noi. Se si tratta di qualcosa che non è nel nostro interesse non ce la concederai, non è così ? Solo voi potete concedervi o non concedervi quello che volete.
U - Ma mi è stato insegnato che non si può avere sempre ciò che si desidera, che Dio ci dà solo ciò che è bene per noi.
D - Cerchiamo di chiarire il nostro rapporto. Io non vi “do” nulla, siete voi a produrre le cose. Io non giudico ciò che chiedete. Non definisco nulla “buono” o “cattivo”, e voi dovreste fare altrettanto. Siete esseri creativi, fatti a Mia immagine e somiglianza. Potete avere tutto ciò che scegliete, ma potete anche non avere tutto ciò che volete. Anzi, se volete fortemente una cosa, probabilmente non l’otterrete mai perché l’atto stesso di volere qualcosa ad ogni costo, la allontana. Ricordi perché ?
U - Perché il pensiero è creativo, e il pensiero di volere è un’affermazione di fronte all'Universo, l’affermazione di una verità che poi l’Universo produce nella mia realtà.
D - Infatti, è così che funziona. Se dici: “Voglio la tale cosa”, l’Universo risponde: “Va bene” , e ti dà esattamente quell'esperienza: l’esperienza di “volere” quella cosa poiché è un comando creativo. Io produco ciò che voi
chiedete, e voi chiedete esattamente ciò che pensate, sentite e dite. È semplicissimo.
U - Scusa, allora potresti ripetermi perché impiego tanto tempo a creare la realtà che scelgo ?
D - Per una quantità di ragioni: Perché non credi di poter avere ciò che hai scelto. Perché non sai che cosa scegliere. Perché continui a cercare di capire ciò che sarebbe “meglio” per te. Perché vuoi la garanzia anticipata che le tue scelte saranno “giuste”. E perché continui a
cambiare idea!
U - Insomma, non dovrei cercare di capire ciò che è meglio per me ?
D - Ogni volta che prendi una decisione dovresti riflettere: “Questa decisione è un’affermazione di Ciò che Sono ? È un annuncio di Ciò che Scelgo di Essere ?” Tutta la tua vita dovrebbe essere così. Anzi, “È” così.
Ma tu puoi far sì che quell'affermazione sia il risultato di una tua scelta oppure di subire quella di qualcun altro. Una vita di scelte è una vita di azioni consapevoli, di ordine, armonia ed equilibrio con l'Universo. Una vita casuale è una vita di reazioni inconsapevoli, di caos e disequilibrio nel mondo intero.
Una reazione non è altro che un’azione compiuta in passato. Quando “re-agisci” non fai altro che valutare i dati ricevuti, cercare la stessa esperienza nei meandri della memoria, e agire nello stesso modo in cui hai agito quella volta.
Questo è un lavoro della mente, e non dell’anima. Quando perdi tempo a cercare di capire che cosa è “meglio” per te, non stai facendo altro che questo: perdere tempo. Agire dal punto di vista dell’anima, e non da quello mentale, è un gran risparmio di tempo, fatiche e sofferenze inutili.
Le decisioni vengono prese in fretta, e le scelte sono attivate rapidamente, perché l’anima crea a partire dall'esperienza presente, senza la revisione, l’analisi e la critica delle esperienze passate.
Ricorda: l’anima crea, la mente reagisce.
L’anima sa che la tua esperienza presente ti è stata inviata da Dio ancora prima che tu ne avessi coscienza. Prima che tu chieda, Io ti ho già risposto.
Ogni “adesso” è un glorioso dono di Dio. Per questo si chiama “presente”.
L’anima cerca intuitivamente le circostanze perfette per guarire i pensieri sbagliati e portarti l’esperienza di Chi Sei Realmente. Ciò accade perché è consapevole e Comprende che tu e Io siamo Uno, anche quando la mente se lo dimentica, nega e mente.
Se perdi tempo a cercare di capire che cosa sia “meglio” per te, le tue scelte
saranno caute, le decisioni lentissime e il viaggio avverrà in un mare di aspettative, nel quale, per certo, annegherai.
Se ne hai avuto abbastanza.. scegli semplicemente di Vivere con il pensiero, la parola e l'azione e, per certo, diverrai la vita stessa.
(Tratto da Conversazioni con Dio di Neale Donald Walsch)
mercoledì 29 luglio 2015
lunedì 15 giugno 2015
Risveglia Te stesso
Caratteristiche dell’essere umano risvegliato:
1) Non sente più una voce nella testa che gli dice continuamente cosa deve fare.
2) La sua mente è silenziosa mentre passeggia o fa la doccia o guida l’automobile. In lui il sottofondo di pensieri vorticanti che balzano da un argomento all’altro senza alcun criterio è cessato.
3) È sempre “presente a se stesso”, ossia non è mai distratto, ma si sente consapevole dentro il suo corpo di ogni azione che compie o di ogni parola che dice istante dopo istante.
4) Non si sente giudicato dagli altri e quindi non giudica gli altri. Se qualcuno lo insulta o commette uno sgarbo nei suoi confronti lui non si offende, cioè l’insulto lo attraversa da parte a parte senza incontrare alcuna resistenza. Se non trattiene nulla, allora non si verifica attrito dentro di lui e dunque non c’è sofferenza.
5) Non si lamenta. Questo significa che distingue fra ciò che gli va bene e ciò che non gli va bene, a volte dice sì e a volte dice no, ma dentro di sé non prova mai disappunto o fastidio. Non percepisce alcun evento come sbagliato in sé.
6) Vive nel qui-e-ora. Dal momento che la sua mente è silenziosa non produce pensieri riguardo il passato o il futuro, non vive nei ricordi del passato o nelle fantasie verso il futuro, cioè paure, ansie o semplici fantasticherie. Il tempo psicologico collassa lasciando spazio a un eterno presente.
7) Ha il Cuore aperto. Ama ciò che gli succede e le persone che incontra (anche se, per ovvi motivi, lo comunica apertamente solo a un’esigua percentuale di costoro).
8) È sereno. Non vive di paure e affanni perché ovunque si trovi si sente sempre a casa, protetto, al sicuro, in quanto non esce mai dalla sua coscienza e qualunque cosa gli possa accadere accade solo perché lui inconsciamente la crea e gli è utile per la sua evoluzione come anima.
9) Parla e agisce in considerazione esterna. Questo significa che sia in pubblico che in privato si muove sempre in funzione di ciò che è più utile per chi gli sta intorno, che sia un pubblico, il partner o i suoi figli. Non lo fa in maniera calcolata, ma semplicemente il suo nuovo stato fa sì che il suo comportamento non tenga più in conto la gratificazione del suo ego (non racconta più le cose per far vedere quanto vale) ma unicamente l’evoluzione di chi lo circonda e di lui stesso.
Adesso ditemi se un essere del genere è un supereroe oppure la rappresentazione di come dovrebbe essere un qualunque uomo senza patologie che incontriamo per strada e che conduce una vita appena normale.
Certo, durante il percorso che vi porta a conseguire queste caratteristiche, la vostra vibrazione cambia ogni giorno e si verificano alcuni effetti collaterali: per esempio il vostro Magnetismo s’incrementa e acquisite sempre più carisma. Chi vi sta accanto percepisce – anche se inconsciamente – che siete in qualche modo speciali. Il non-giudizio rende più serene le persone che avete intorno, perché non devono stare continuamente sul chi va là. Il Cuore aperto vi rende irresistibili. Il fatto di vivere fuori dal tempo, nel qui-e-ora, vi rende affascinanti.
Tali sono i risultati di quest’“arte rovinosa e mendace”. Vale la pena gettarvisi. E un ottimo modo per operare consiste nel partire dai nove punti sopra elencati e lavorare su ognuno di essi; ossia utilizzare astutamente i risultati finali come tracce sicure per mettersi sul Cammino. Buon lavoro.
(Salvatore Brizzi)
mercoledì 10 giugno 2015
Imparare a dire "Grazie"
E TU SAI DIRE “GRAZIE”? Ecco 5 esercizi per diventare persone riconoscenti
Per coltivare la gratitudine nella quotidianità è necessario viverla come un allenamento. Solo così la trasformerai in una consuetudine, rendendola parte integrante della tua routine. Occorre iniziare con piccoli pensieri quotidiani che vanno poi tradotti in parole che conseguentemente si trasformano in azioni. “Tutto nasce nella tua mente che, se allineata e in armonia con il cuore, produce risultati strabilianti, concreti e tangibili. Non è un’utopia. È molto più semplice e fattibile di quanto si possa immaginare.
Il trucco sta nell’iniziare, nel non pretendere nulla in cambio e nell’esternare il sentimento di gratitudine al prossimo mediante un’efficace comunicazione verbale e non verbale”.
Ecco 5 esercizi che ti aiutano ad esercitarla ogni giorno, elaborati dall’esperto:
1. I tuoi genitori ti hanno donato quanto di più bello, importante e anche impegnativo esista: la vita. Prenditi cura di loro con piccoli gesti quotidiani (una telefonata, un sms, una sorpresa, …) e sii loro grato per tutto ciò che hanno fatto per te, anche se e quando hanno commesso errori. Sono essere umani e come tali non sono perfetti.
2. Guardati allo specchio ogni mattina e ogni sera ringraziando la vita per ciò che sei, ciò che hai raggiunto, le gioie che hai vissuto, i dolori che hai superato e le lezioni che hai appreso. Ricordati che sei una privilegiata che sta vivendo un’eccezione, non la regola. Quello che sei e che hai è un dono, il tuo.
3. Non invidiare chi consideri essere più fortunato, solo perché ritieni che abbia o sia di più di te. Mai giudicare un libro dalla copertina: non puoi sapere davvero com'è la vita degli altri. Apprezza ciò che nella tua esistenza c’è, non sottolineare ciò che manca. E ringrazia di cuore.
4. Impara a godere di quello che hai e condividilo con gli altri. Non dimenticare mai di dire che vuoi loro bene e che sei felice di averli nella tua vita, ogni giorno. E soprattutto dimostralo.
5.Ogni persona che incontri sta vivendo e combattendo contro dolori di cui tu non sai niente. Sii gentile, offri il tuo contributo -anche minuscolo- e fa’ in modo che la tua presenza sia sempre migliore della tua assenza. Sii grata anche per chi non ti piace o per chi ti fa arrabbiare: è proprio grazie a loro che puoi imparare, crescere, migliorare e mettere in pratica un po' di pazienza, compassione, comprensione e amore disinteressato.
Anche perchè ogni persona è noi, siamo un tutt' uno...
Per coltivare la gratitudine nella quotidianità è necessario viverla come un allenamento. Solo così la trasformerai in una consuetudine, rendendola parte integrante della tua routine. Occorre iniziare con piccoli pensieri quotidiani che vanno poi tradotti in parole che conseguentemente si trasformano in azioni. “Tutto nasce nella tua mente che, se allineata e in armonia con il cuore, produce risultati strabilianti, concreti e tangibili. Non è un’utopia. È molto più semplice e fattibile di quanto si possa immaginare.
Il trucco sta nell’iniziare, nel non pretendere nulla in cambio e nell’esternare il sentimento di gratitudine al prossimo mediante un’efficace comunicazione verbale e non verbale”.
Ecco 5 esercizi che ti aiutano ad esercitarla ogni giorno, elaborati dall’esperto:
1. I tuoi genitori ti hanno donato quanto di più bello, importante e anche impegnativo esista: la vita. Prenditi cura di loro con piccoli gesti quotidiani (una telefonata, un sms, una sorpresa, …) e sii loro grato per tutto ciò che hanno fatto per te, anche se e quando hanno commesso errori. Sono essere umani e come tali non sono perfetti.
2. Guardati allo specchio ogni mattina e ogni sera ringraziando la vita per ciò che sei, ciò che hai raggiunto, le gioie che hai vissuto, i dolori che hai superato e le lezioni che hai appreso. Ricordati che sei una privilegiata che sta vivendo un’eccezione, non la regola. Quello che sei e che hai è un dono, il tuo.
3. Non invidiare chi consideri essere più fortunato, solo perché ritieni che abbia o sia di più di te. Mai giudicare un libro dalla copertina: non puoi sapere davvero com'è la vita degli altri. Apprezza ciò che nella tua esistenza c’è, non sottolineare ciò che manca. E ringrazia di cuore.
4. Impara a godere di quello che hai e condividilo con gli altri. Non dimenticare mai di dire che vuoi loro bene e che sei felice di averli nella tua vita, ogni giorno. E soprattutto dimostralo.
5.Ogni persona che incontri sta vivendo e combattendo contro dolori di cui tu non sai niente. Sii gentile, offri il tuo contributo -anche minuscolo- e fa’ in modo che la tua presenza sia sempre migliore della tua assenza. Sii grata anche per chi non ti piace o per chi ti fa arrabbiare: è proprio grazie a loro che puoi imparare, crescere, migliorare e mettere in pratica un po' di pazienza, compassione, comprensione e amore disinteressato.
Anche perchè ogni persona è noi, siamo un tutt' uno...
martedì 9 giugno 2015
Come attirare soldi e abbondanza
È il nostro mentale che aderisce a delle credenze non benefiche, fin dalla tenera età. Eravamo circondati da persone che dicevano frasi come:
• “Non sono ricco, ma sono in buona salute”. Il che vuol dire “Essere ricco equivale a essere malato”.
• “I ricchi sono dei ladri”. Il che lascia supporre che solo i poveri sono onesti.
• “I ricchi hanno difficoltà ad entrare nel regno dei Cieli”. Non sapevamo che il cielo è uno stato d’essere, lo stato di essere felici e non un luogo specifico.
• “I soldi sono la causa di ogni male”. Come se qualcosa di inerte potesse creare del male. Ciò che crea un malessere è piuttosto l’amore per i soldi e la nostra dipendenza da loro.
Nella vita non ci accade ciò che desideriamo, ma ci accade invece ciò a cui crediamo.
Se non vivete nell’abbondanza desiderata, verificate se dentro di voi vi sentite ricchi o poveri.
Sappiate che avete aderito a delle credenze che non vi sono più favorevoli e che fanno si che non otteniate il risultato desiderato.
Che fare, allora? Ringraziare
Imparate a provare più gratitudine. Dite grazie anche per le piccole cose. Accogliete l’abbondanza come qualcosa di naturale. Riconoscete l’abbondanza in tutto: un complimento, un sorriso, un pasto pagato al ristorante, una moneta trovata per terra eccetera. Non dite grazie solo perché avete qualcosa. Sappiate che ce l’avete perché rendete grazie all’energia divina in tutto.
• Notate se provate disprezzo per i soldi. Vi succede di pensare o dire: “Soldi maledetti! Se solo questo non costasse così caro! Se solo ci fosse un altro sistema e non dovessi sempre farne arrivare!” Imparate a considerare i soldi come un’energia divina, un mezzo di scambio usato su questo pianeta.
• Notate se vi sentite in colpa quando vi offrite un “sovrappiù”. Questo atteggiamento vi dice che non credete di meritare qualcosa in più. Decidete di credere di essere una persona speciale che merita un “sovrappiù” tanto quanto coloro che ci credono.
Siate felici quando qualcun altro vive nell’abbondanza. Non invidiatelo. Augurate abbondanza a qualcuno ogni giorno. Come raccogliamo ciò che seminiamo, ciò che augurate con sincerità a qualcuno vi ritornerà sempre.
• Per sviluppare un atteggiamento prospero, considerate prima il valore che date a ciò che desiderate comprare più che al prezzo di acquisto.
• Fate circolare questa energia divina. Non accumulate cose che non vi sono più utili. Tutto ciò che non avete usato da un anno datelo a qualcuno che saprà servirsene. Fate posto al nuovo.
• Mantenete un atteggiamento prospero pagando i vostri conti. Anziché pensare che tutto costa troppo, ringraziate per i servizi ricevuti. Siate felici di inviare prosperità agli altri pagando le tasse, il telefono, l’elettricità, l’affitto, il cibo eccetera.
• Non abbiate aspettative quando donate. Sappiate che tutto vi ritorna. Non cercate di controllare come, quando e da chi vi ritornerà. Abbiate fiducia nella legge del ritorno, questa grande legge di causa-effetto che è sempre presente regola tutto ciò che vive. Il vero dono, quello che ripaga di più, è quello che richiede un sacrificio o uno sforzo. Quando è facile, fate piacere più che altro a voi stessi. Siate consapevoli da dove viene ciò che date anziché preoccuparvi di ciò che date e a chi lo date.
• Imparate anche a ricevere. Riconoscete il vostro valore. Quando rifiutate di ricevere qualcosa, togliete a qualcuno l’opportunità di dare. Saper dare e saper ricevere è uno dei metodi migliori per aprirsi all’abbondanza. Tra le persone che seguono un cammino spirituale si nota di più il fatto di non sapere come ricevere.
Infine, è importante rendersi conto che l’essere umano è molto più felice di donare sapendo che prende tutto dà da una sorgente inesauribile. Quindi non è intelligente scegliere di essere poveri, perché ci mettiamo in una posizione di dipendenza di fronte all’altro e ci priviamo della grande felicità di dare.
• Apritevi all’abbondanza in tutti i campi: l’amore, il successo, gli amici, l’affetto, i compimenti, i beni, i soldi eccetera.
• Imparate ad amarvi e ad amare tutti coloro che vi circondano, servendovi dei vostri soldi e dei vostri beni; e non ad amare i vostri soldi e i vostri beni servendovi di coloro che vi circondano.
(tratto da L’Arte di Essere“)
• “Non sono ricco, ma sono in buona salute”. Il che vuol dire “Essere ricco equivale a essere malato”.
• “I ricchi sono dei ladri”. Il che lascia supporre che solo i poveri sono onesti.
• “I ricchi hanno difficoltà ad entrare nel regno dei Cieli”. Non sapevamo che il cielo è uno stato d’essere, lo stato di essere felici e non un luogo specifico.
• “I soldi sono la causa di ogni male”. Come se qualcosa di inerte potesse creare del male. Ciò che crea un malessere è piuttosto l’amore per i soldi e la nostra dipendenza da loro.
Nella vita non ci accade ciò che desideriamo, ma ci accade invece ciò a cui crediamo.
Se non vivete nell’abbondanza desiderata, verificate se dentro di voi vi sentite ricchi o poveri.
Sappiate che avete aderito a delle credenze che non vi sono più favorevoli e che fanno si che non otteniate il risultato desiderato.
Che fare, allora? Ringraziare
Imparate a provare più gratitudine. Dite grazie anche per le piccole cose. Accogliete l’abbondanza come qualcosa di naturale. Riconoscete l’abbondanza in tutto: un complimento, un sorriso, un pasto pagato al ristorante, una moneta trovata per terra eccetera. Non dite grazie solo perché avete qualcosa. Sappiate che ce l’avete perché rendete grazie all’energia divina in tutto.
• Notate se provate disprezzo per i soldi. Vi succede di pensare o dire: “Soldi maledetti! Se solo questo non costasse così caro! Se solo ci fosse un altro sistema e non dovessi sempre farne arrivare!” Imparate a considerare i soldi come un’energia divina, un mezzo di scambio usato su questo pianeta.
• Notate se vi sentite in colpa quando vi offrite un “sovrappiù”. Questo atteggiamento vi dice che non credete di meritare qualcosa in più. Decidete di credere di essere una persona speciale che merita un “sovrappiù” tanto quanto coloro che ci credono.
Siate felici quando qualcun altro vive nell’abbondanza. Non invidiatelo. Augurate abbondanza a qualcuno ogni giorno. Come raccogliamo ciò che seminiamo, ciò che augurate con sincerità a qualcuno vi ritornerà sempre.
• Per sviluppare un atteggiamento prospero, considerate prima il valore che date a ciò che desiderate comprare più che al prezzo di acquisto.
• Fate circolare questa energia divina. Non accumulate cose che non vi sono più utili. Tutto ciò che non avete usato da un anno datelo a qualcuno che saprà servirsene. Fate posto al nuovo.
• Mantenete un atteggiamento prospero pagando i vostri conti. Anziché pensare che tutto costa troppo, ringraziate per i servizi ricevuti. Siate felici di inviare prosperità agli altri pagando le tasse, il telefono, l’elettricità, l’affitto, il cibo eccetera.
• Non abbiate aspettative quando donate. Sappiate che tutto vi ritorna. Non cercate di controllare come, quando e da chi vi ritornerà. Abbiate fiducia nella legge del ritorno, questa grande legge di causa-effetto che è sempre presente regola tutto ciò che vive. Il vero dono, quello che ripaga di più, è quello che richiede un sacrificio o uno sforzo. Quando è facile, fate piacere più che altro a voi stessi. Siate consapevoli da dove viene ciò che date anziché preoccuparvi di ciò che date e a chi lo date.
• Imparate anche a ricevere. Riconoscete il vostro valore. Quando rifiutate di ricevere qualcosa, togliete a qualcuno l’opportunità di dare. Saper dare e saper ricevere è uno dei metodi migliori per aprirsi all’abbondanza. Tra le persone che seguono un cammino spirituale si nota di più il fatto di non sapere come ricevere.
Infine, è importante rendersi conto che l’essere umano è molto più felice di donare sapendo che prende tutto dà da una sorgente inesauribile. Quindi non è intelligente scegliere di essere poveri, perché ci mettiamo in una posizione di dipendenza di fronte all’altro e ci priviamo della grande felicità di dare.
• Apritevi all’abbondanza in tutti i campi: l’amore, il successo, gli amici, l’affetto, i compimenti, i beni, i soldi eccetera.
• Imparate ad amarvi e ad amare tutti coloro che vi circondano, servendovi dei vostri soldi e dei vostri beni; e non ad amare i vostri soldi e i vostri beni servendovi di coloro che vi circondano.
(tratto da L’Arte di Essere“)
giovedì 26 marzo 2015
Le 10 leggi Psicosintetiche di Roberto Assagioli
Prima legge
- Le immagini o figure mentali e le idee tendono a produrre le condizioni fisiche e gli atti esterni ad esse corrispondenti.
Seconda legge
- Gli atteggiamenti e i movimenti e le azioni tendono ad evocare le immagini e le idee corrispondenti, queste, a loro volta (secondo la legge seguente) evocano e rendono più intensi le emozioni e i sentimenti
Terza legge
- Le idee e le immagini tendono a suscitare le emozioni ed i sentimenti ad esse corrispondenti.
Quarta legge
- Le emozioni e le impressioni tendono a suscitare ed a intensificare le idee e le immagini ad esse corrispondenti o collegate.
Quinta legge
- I bisogni, gli istinti, gli impulsi e i desideri tendono a produrre le immagini, le idee e le emozioni corrispondenti. Immagini ed idee, a loro volta (secondo la prima legge) suggeriscono le azioni corrispondenti”.
Sesta legge
- L’attenzione, l’interesse, l’affermazione, e la ripetizione rafforzano le idee, le immagini e le formazioni psicologiche su cui si accentrano.
Settima legge
- La ripetizione degli atti intensifica la tendenza a compierli e rende più facile e migliore la loro esecuzione, fino a che si arriva a poterli compiere inconsciamente.
Ottava legge
- Tutte le varie funzioni, e le loro molteplici combinazioni in complessi e sub-personalità, mettono in moto la realizzazione dei loro scopi al di fuori della nostra coscienza, e indipendentemente da, e perfino contro, la nostra volontà.
Nona legge
- Gli istinti, gli impulsi, i desideri e le emozioni tendono ad esprimersi ed esigono espressione.
Decima legge
- Le energie psichiche si possono esprimere: 1. Direttamente (sfogo-catarsi); 2. Indirettamente, attraverso un’azione simbolica; 3. Con un processo di trasmutazione”.
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Roberto Assagioli |
Laureatosi in medicina a Firenze nel 1910 con una tesi dal titolo La psicoanalisi preparata al Burghözli di Zurigo, fu indicato da Freud a Jung come colui che avrebbe introdotto la psicoanalisi in Italia, cosa che del resto avvenne sia con la pratica clinica, sia con l’appartenenza, unico italiano, alla società Psicoanalitica Internazionale, sia per la collaborazione negli anni 1909-1910 alle riviste fondate da Freud, sia per la pubblicazione su Psiche (1912) del primo scritto di Freud, tradotto da Assagioli dopo approvazione dello stesso Freud.
Si dedicò quindi alla psicologia e alla pratica della psicoterapia nel cui ambito sviluppò un proprio metodo: la psicosintesi. Tra i primi divulgatori scientifici del pensiero di Freud in Italia (Le idee di Freud sulla sessualità, “La Voce” 1910), fondò, nel 1912, insieme a un gruppo di studiosi fiorentini gravitanti attorno a Francesco De Sarlo, la rivista “Psiche” di cui fu il redattore capo e l’animatore; il secondo numero (marzo-aprile 1912) venne interamente dedicato alla psicoanalisi.
Già dal 1914 però si distacca dal pensiero freudiano, ritenendolo limitato e costrittivo della psiche umana e rivolge sempre maggior interesse alla costruzione di un suo orientamento teorico e pratico, autoformativo e terapeutico, definito Psicosintesi, in cui all’aspetto analitico affianca la dimensione sintetica dei processi dinamici della mente e sviluppa interessi per la dimensione spirituale, da lui definita trascendente, della mente umana.
Nel 1926 pubblicò l’opuscolo Psychosynthesis. A new method of healing. Lo stesso anno fondò a Roma l’Istituto di Psicosintesi, chiuso durante il fascismo, e riaperto poi a Firenze dove tuttora ha sede e da cui si diramano i molteplici centri in Italia.
Nel 1973 con alcuni allievi e collaboratori (fra cui il successivo presidente, Bruno Caldironi) fonda la Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica, scuola di formazione per psicoterapeuti fra le prime riconosciute legalmente in Italia. I suoi scritti sono stati tradotti in otto lingue e la Psicosintesi è ora presente con Centri ed Istituti in Europa, Sudamerica, Stati Uniti, India, Australia.
(fonte Wikipedia)
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